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Musiche
Giacomo Puccini nacque a Lucca nel 1858 da una famiglia di musicisti da cinque generazioni e morì a Bruxelles nel 1924. Fin da piccolo dimostrò di possedere un grande talento musicale; la madre, desiderosa di continuare le tradizioni familiari, lo fece studiare presso l'istituto musicale di Lucca. All'età di diciotto anni presentò la cantata Juno in un  concorso lucchese;  non vinse il premio ma ottenne l'esecuzione del lavoro, che gli stimolò la propria ambizione.
Sotto l'influenza dell'Aida di Verdi, rivolse il suo interesse alle tradizioni operistiche italiane. Con l'aiuto finanziario dei familiari e grazie ad una borsa di studio della Regina Margherita, si iscrisse al Conservatorio di Milano, dove dal 1880 al 1883 studiò con Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli.
 

 

 

 

Quest'ultimo presentò il giovane compositore allo
scrittore Ferdinando Fontana  il quale si occupò di scrivere il libretto per la prima opera di Puccini: Le Villi. Presentata ad un concorso, l'opera, al pari di Juno, non riuscì a vincere il premio, ma si guadagnò il favore del pubblico quando venne rappresentata a Milano nel 1884.
Questo successo indusse l'editore Ricordi a commissionargli una nuova opera, che il compositore scrisse cinque anni dopo chiamandola: l'Edgar; non ebbe però un particolare successo.
Fu con Manon Lescaut  del 1893 e la Bohéme del 1896, la terza e la quarta opera di Puccini, entrambe rappresentate per la prima volta a Torino, che trovò la fama e la fortuna. Le due opere successive, la Tosca del 1900 e Madama Butterfly del 1904, furono accolte con minore entusiasmo alla prima esecuzione. I critici che avevano condannato la Tosca vennero però in seguito smentiti dal pubblico, e dopo la revisione nelle settimane successive alla prima alla Scala, anche Madama Butterfly ottenne un grande successo.
Con queste due opere, notevoli per qualità melodica e intensità drammatica, il compositore fu da tutti considerato come l'erede di Verdi.
A differenza di Verdi, Puccini non fu innovatore dal punto di vista musicale e drammatico, ma continuò ugualmente a riscuotere straordinari successi a livello internazionale.
L'opera successiva, la Fanciulla del West, fu scritta per il Metropolitan di New York, dove venne rappresentata nel 1910 per la prima volta.
Seguirono La rondine del 1917, il Trittico del 1918 ed infine Turandot il cui ultimo atto fu completato da Franco Alfano dopo la morte del compositore avvenuta a Bruxelles nel 1924. La prima di Turandot fu eseguita alla Scala di Milano nel 1926.
Le doti di Puccini furono soprattutto drammatice. Possedeva una grande sensibilità teatrale, un gusto eccezionale per il colore timbrico strumentale e un senso melodico molto sviluppato.
Le sue opere, come quelle di Verdi, rappresentano per tutto il mondo, la tradizione operistica italiana.
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