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LA
STORIA
Il
paese di Bargecchia si
affaccia sull'azzurro
del Mar tirreno e si
specchia nelle acque del
Lago di Massaciuccoli;
è immerso nel
verde agentato degli
olivi e nel profumo
delle piante
aromatiche.
Dai suoi poggi si
possono ammirare
incantevoli paesaggi
come l'isola di Capraia,
la gorgona, l'Elba.
La sua storia affonda
nei secoli, il nome
sembra d' origine
celtica"Berg"che
significa altura sopra
una palude.
Quandi i Celti calarono
dal nord verso la
Francia, passarono da
queste zone e alcuni di
loro si confusero e si
allearono con i
Liguri-Apuani.
In seguito, dopo la
vittoria dell'Esercito
Romano sui
Liguri-Apuani(155 A.C.),
la collina venne divisa
in poderi e consegnata
ai coloni romani che
disboscarono la zona e
iniziarono la
coltivazione di olivi e
viti.
Intorno al 570 i
Longobardi
saccheggiarono il
territorio. Dopo una
feroce occupazione, nel
643, sull'esempio della
loro Regina Teodolinda,
si convertirono al
Cattolicesimo e
iniziarono l'opera di
ricostruzione.
Esempio è la
Cappella di San Lorenzo
in Poggio a Conca di
Sotto( VI-VII sec.)
Agli inizi del 1200
viene costruita la
Chiesa romanica di San
Martino , nel 1300 con
il porto di Conca che
favorisce il commercio
di legna, olio e vino,
la zona vive un momento
di benessere, ma nel
1400 la malaria
colpì tutti i
luoghi che si
affacciavano sulle
paludi, facendo
abbandonare questi
luoghi per un periodo di
tempo.
Solo nel 1500, grazie
all'opera di nobili
famiglie e dei Frati
Certosini, la zona
tornò ad essere
vivibile.
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LE
CAMPANE DI BARGECCHIA


Il
1° Luglio 1885, il
comitato paesano
formatosi per la
realizzazione delle
campane e il Sig.
Lorenzo Lera di Lucca,
fonditore di bronzo,
stipularono un contratto
per la fusione di 4
campane.
Il metodo di fusione a
quell' epoca consisteva
nel costruire i forni
sul posto; lo stampo
d'argilla veniva
collocato in una cella
profonda alcuni
metri.
Al momento della colata,
il bronzo fuso dentro il
grande crogiolo,
scendeva simultaneamente
per mezzo di una serie
di canaletti, riempiendo
il vuoto dello stampo;
quando il tutto si era
raffreddato, con delle
punte di metallo si
rompeva la creta e la
campana veniva liberata.

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